Sold Out per “PROBABILMENTE… DE FINETTI !” a BergamoScienza 2016

Ciao a tutte e a tutti,

pubblichiamo la pagina dedicata allo spettacolo  PROBABILMENTE… DE FINETTI! BergamoScienza sul sito dell’edizone 2016 del tradizionale appuntamento lombardo con la divulgazione scientifica.

L’evento è da tempo esaurito.

Ci vediamo domenica 16 ottobre alle 16.30 a Dalmine, Teatro Civico, per chi di voi si è prenotato in tempo e ha scelto di essere presente.

Baci

Le Signorine

Hannah Landecker – “Seeing things: from microcinematography to live cell imaging”

Carissimi … carissime,

hannah-landecker

Hannah Landecker – Direttrice dello UCLA Institute for Society and Genetics e storica delle biotecnologie e delle scienze della vita

ci piace pubblicare un post in continuità tematica con un lavoro di teatroscienza attualmente in preparazione, rilanciando un articolo di Hannah Landecker, una studiosa che fa un lavoro di ricerca affascinante sulla storia delle biotecnologie.  Ha scritto nel 2007 un libro splendido e visionario “Culturing Life”  e i riferimenti contenuti nel pezzo che segue non sono meno suggestivi.  Altamente consigliato a tutti: Seeing things: from microcinematography to live cell imaging

Buona lettura :)

Le Signorine

 

Rosalind Franklin in un bel post su un blog didattico

Carissimi e carissime,

rilanciamo la bella sintesi Terrible Rosy | IBSE e dintorni della Prof.ssa Scapellato dell’Istituto Paciolo/D’Annunzio di Fidenza (PR) e che ci parla di Rosalind Franklin e del leggendario “fotogramma 51″. Questa immagine cristallografica del DNA fu la chiave che permise a Watson e Crick, attraverso una poco galante ‘scorciatoia’ visto che venne mostrata a Watson a insaputa della Franklin che l’aveva scattata, a modellizzare per primi efficacemente la molecola del DNA, ottenendo così il Nobel.  Segnalo che in fondo all’articolo c’è l’impagabile indicazione di una risorsa resa disponibile su YouTube e che è nientemeno che il famoso documentario di PBS Nova sulla vicenda: è stato pubblicato da un utente sul suo canale nel 2012 e ci era sfuggito.  Grazie alla Prof.ssa Scapellato anche per questo :)

Buona lettura

Le Signorine

 

Presentazione/convegno a Roma di un volume su de Finetti con nostro intervento video

Carissime carissimi,

il 6 aprile 2016 allUniversità La Sapienza di Roma verrà presentato con un convegno di studi il libro di Giuseppe Amari sugli studi economici di Bruno de Finetti, matematico e, probabilista italiano cui abbiamo dedicato, nel 2009, lo spettacolo “Probabilmente … de Finetti !”, che tuttora portiamo nelle Scuole Superiori (inizieremo con le recite di questa narrazione di vita e di scienza a Ferrara a fine aprile 2016 per poi proseguire a Bassano del Grappa,  Pavia, Legnago di Verona e Treviso …).  In occasione di questo appuntamento ci è stato chiesto un intervento tratto dallo spettacolo che, essendo noi costantemente impegnati nelle recite del repertorio di bioplay Giganti Fragili, abbiamo inviato in registrato.

Eccovi di seguito la locandina dell’evento romano con, in calce all’elenco dei relatori, l’indicazione del nostro intervento come L’aquila Signorina : Teatro e Scienza, che verrà dato in apertura dei lavori.

Roma La sapienza 6 aprile 2016 nuovo libro su de Finetti

La locandina della presentazione in forma di convegno del volume di Giuseppe Amari “Un matematico fra utopia e riformismo” – 6 aprile 2016 a La Sapienza di Roma – con indicazione dell’intervento video de L’aquila Signorina dallo spettacolo “Probabilmente … de Finetti !”

Baci.

Le Signorine

Imminenti riprese per “Light up The House !”; qualche nota su Faraday, Turner e Coleridge

Cari tutti e tutte,

dopo il debutto del nuovo lavoro “The Haber_Immerwahr File” eccoci a riprendere lo spettacolo dedicato al visionario autore dell’idea di campo elettromagnetico.  Stiamo parlando di Michael Faraday, naturalmente, che sarà il protagonista delle prossime due settimane di turneé del progetto ‘Giganti Fragili’.

Faradays-shadowInizieremo sabato 27 febbraio all’Auditorium Celesti di Desenzano del Garda (BS) per gli studenti del Liceo Bagatta, per proseguire poi con una doppia recita al Classico Canova di Treviso (1 marzo 2016).  Il 3 marzo “Light Up The House !” sarà invece al Liceo XXV Aprile di Portogruaro (VE) e, la settimana successiva, l’8 marzo, allo Scientifico “Mattei” di Latisana (UD)” finendo questa sequenza di appuntamenti l’11 marzo 2016 al Liceo da Vinci di Arzignano (VI).

E’ l’occasione per segnalarvi un post sullo spettacolo che è comparso in dicembre sul Blog online della Fondazione Marconi di Bologna (tenuto da Mario Giorgi, che ringraziamo per avere segnalato ai suoi lettori l’esistenza del nostro “Light Up The House !”) e, soprattutto, per meditare un istante, dopo le recite di inizio gennaio a Vignola (MO), sull’immagine inedita di Faraday che traspare dal nostro spettacolo.  

In pochi, tra cui il suo primo biografo John Tyndall, ricordano oggi che Faraday non fu solo uno scienziato sperimentale, ma anche un ardito fabbricatore di audaci congetture fisiche che non appoggiava sulla matematica (viste le sue umili origini non potè formarsi in quella direzione), quanto piuttosto sulla propria immaginazione visiva.  Immaginazione che gli fece sentire, più che prevedere in base a una compiuta teorizzazione fisico-matematica, che le forze elettriche e magnetiche necessitavano di un mezzo per poter esercitare la propria azione.  Una sensibilità di taglio romantico che aveva nella fede nell’unità del mondo e della Natura il suo orizzonte ultimo.  Sensibilità da filosofo e da poeta la sua, che lo portò, alla fine di un lungo percorso di astrazione, a proporre l’idea di ‘campo’ quale premessa di tutte le interazioni elettromagnetiche.  Il ‘campo’; un concetto fisico che fu per lui puro e trascendentale e che nemmeno Maxwell, che lo descrisse matematicamente, seppe tener distinto dall’Etere.  A testimonianza del coraggio antiaccademico di Michael e della sua lungimirante intelligenza, visto che i fenomeni elettromagnetici, lo si sarebbe capito solo dopo l’esperimento di Michelson e Morley del 1887 (cioè quarant’anni dopo lo scritto di Faraday “Thoughts on ray vibrations” del 1846 …), non necessitano di alcun Etere per prodursi !

Capacità di guardare il mondo con occhi liberi da preconcetti e afflato autentico per la Natura come terzo elemento del triangolo romantico che ha nell’Uomo e nello Spirito (Dio, per Faraday, che era supercredente …) gli altri suoi due vertici : questi i segreti della ‘fantasia’ di Faraday e della sua scienza.   Per indagarli un po’ meglio proseguiamo sotto, per chi ne ha voglia, parlando di Samuel Taylor Coleridge, il veicolo, attraverso Sir Humphry Davy, delle idee romantiche che giunsero a Faraday e di William Turner, il pittore della luce, che può essere preso ad analogo, in pittura, della sensibilità visiva di Michael Faraday.  Fino al punto che James Hamilton, massimo esperto vivente del pittore inglese, ha sentito l’esigenza di scrivere, nel 2002, una biografia di Faraday !

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Debutto a Saronno per il nuovo bioplay scientifico ‘The Haber_Immerwahr File’ !!!

Ciao a tutti e a tutte :)

Barbara Bonora (Clara) e Gabriele Argazzi (Fritz) in una scena di 'The Haber_Immerwahr File' (2016)

Barbara Bonora (Clara) e Gabriele Argazzi (Fritz) in una scena di ‘The Haber_Immerwahr File’ al debutto al Liceo Legnani di Saronno VA – foto di Lucina Vanzulli

Pare dunque che il nuovo bioplayThe Haber Immerwahr File abbia debuttato !

 E’ accaduto pochi giorni fa - il 16 febbraio – a Saronno (VA) al Liceo Classico Legnani, che abbiamo scelto perchè ci insegna la nostra amica Lucina Vanzulli e affidarsi a qualcuno che sappia accoglierti e non ti giudica è importante quando si mostra un nuovo lavoro per la prima volta al pubblico.  Uno spettacolo e una drammaturgia (scritta integralmente da Barbara Bonora) in cui la scienza, anzichè essere raccontata (come spesso ci è accaduto negli ultimi anni) viene interpretata attraverso lo studio dei personaggi di Fritz Haber e Clara Immerwahr e usando il linguaggio della prosa teatrale.  Dunque assai delicato nei suoi equilibri e ben lontano dalle ibridazioni per noi usuali con la dimensione della conferenza frontale.

Il risultato pare sia piaciuto molto e l’impressione di un buon feeling con le ragazze e i ragazzi per questa nuova – ovviamente per noi – modalità di proporre sui palchi scolastici i temi della scienza è stata confermata nelle successive recite del 18 febbraio al Liceo Scientifico Vittorio Veneto di Milano (dove è stata Claudia Cammoranesi a organizzare l’evento), del 19 febbraio al Liceo Roiti di Ferrara (dove pure siamo di casa, grazie alla fiducia e alla promozione instancabile del duo Cristina Smai/Cristina Fornasari …), del 22 febbraio all’Einstein di Rimini (dove siamo tornati dopo un paio di anni con il dipartimento di Scienze guidato da Olimpia Neri) e del 24 febbraio al Carlo Alberto di Novara (appuntamento voluto da Fiammetta Fazio e da altre docenti di greco e latino alla faccia delle due culture di Snow …).

La turnée di ‘The Haber Immerwahr File’ – collocata nella più ampia turnée in atto già da novembre 2015 per i bioplay del ricco repertorio ‘Giganti Fragili‘ – continuerà fino alla fine di maggio 2016 toccando Dalmine (BG), Prato, Lucca, Pesaro, Senigallia, Ancona, Imola (BO), Bologna, Tirano (SO), Castelfranco Veneto (TV), Conegliano Veneto (VI), San Lazzaro di Savena (BO), nuovamente Milano, Gardone Val Trompia (BS), Ostiglia (MN), Cremona, Villafranca (VR) e Bergamo.

Vi lasciamo con una gallery con le immagini dei primi allestimenti (Saronno e Milano, ma anche Novara).

Buona vita a tutte e a tutti.

Le Signorine

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