Presentazione/convegno a Roma di un volume su de Finetti con nostro intervento video

Carissime carissimi,

il 6 aprile 2016 allUniversità La Sapienza di Roma verrà presentato con un convegno di studi il libro di Giuseppe Amari sugli studi economici di Bruno de Finetti, matematico e, probabilista italiano cui abbiamo dedicato, nel 2009, lo spettacolo “Probabilmente … de Finetti !”, che tuttora portiamo nelle Scuole Superiori (inizieremo con le recite di questa narrazione di vita e di scienza a Ferrara a fine aprile 2016 per poi proseguire a Bassano del Grappa,  Pavia, Legnago di Verona e Treviso …).  In occasione di questo appuntamento ci è stato chiesto un intervento tratto dallo spettacolo che, essendo noi costantemente impegnati nelle recite del repertorio di bioplay Giganti Fragili, abbiamo inviato in registrato.

Eccovi di seguito la locandina dell’evento romano con, in calce all’elenco dei relatori, l’indicazione del nostro intervento come L’aquila Signorina : Teatro e Scienza, che verrà dato in apertura dei lavori.

Roma La sapienza 6 aprile 2016 nuovo libro su de Finetti

La locandina della presentazione in forma di convegno del volume di Giuseppe Amari “Un matematico fra utopia e riformismo” – 6 aprile 2016 a La Sapienza di Roma – con indicazione dell’intervento video de L’aquila Signorina dallo spettacolo “Probabilmente … de Finetti !”

Baci.

Le Signorine

Imminenti riprese per “Light up The House !”; qualche nota su Faraday, Turner e Coleridge

Cari tutti e tutte,

dopo il debutto del nuovo lavoro “The Haber_Immerwahr File” eccoci a riprendere lo spettacolo dedicato al visionario autore dell’idea di campo elettromagnetico.  Stiamo parlando di Michael Faraday, naturalmente, che sarà il protagonista delle prossime due settimane di turneé del progetto ‘Giganti Fragili’.

Faradays-shadowInizieremo sabato 27 febbraio all’Auditorium Celesti di Desenzano del Garda (BS) per gli studenti del Liceo Bagatta, per proseguire poi con una doppia recita al Classico Canova di Treviso (1 marzo 2016).  Il 3 marzo “Light Up The House !” sarà invece al Liceo XXV Aprile di Portogruaro (VE) e, la settimana successiva, l’8 marzo, allo Scientifico “Mattei” di Latisana (UD)” finendo questa sequenza di appuntamenti l’11 marzo 2016 al Liceo da Vinci di Arzignano (VI).

E’ l’occasione per segnalarvi un post sullo spettacolo che è comparso in dicembre sul Blog online della Fondazione Marconi di Bologna (tenuto da Mario Giorgi, che ringraziamo per avere segnalato ai suoi lettori l’esistenza del nostro “Light Up The House !”) e, soprattutto, per meditare un istante, dopo le recite di inizio gennaio a Vignola (MO), sull’immagine inedita di Faraday che traspare dal nostro spettacolo.  

In pochi, tra cui il suo primo biografo John Tyndall, ricordano oggi che Faraday non fu solo uno scienziato sperimentale, ma anche un ardito fabbricatore di audaci congetture fisiche che non appoggiava sulla matematica (viste le sue umili origini non potè formarsi in quella direzione), quanto piuttosto sulla propria immaginazione visiva.  Immaginazione che gli fece sentire, più che prevedere in base a una compiuta teorizzazione fisico-matematica, che le forze elettriche e magnetiche necessitavano di un mezzo per poter esercitare la propria azione.  Una sensibilità di taglio romantico che aveva nella fede nell’unità del mondo e della Natura il suo orizzonte ultimo.  Sensibilità da filosofo e da poeta la sua, che lo portò, alla fine di un lungo percorso di astrazione, a proporre l’idea di ‘campo’ quale premessa di tutte le interazioni elettromagnetiche.  Il ‘campo’; un concetto fisico che fu per lui puro e trascendentale e che nemmeno Maxwell, che lo descrisse matematicamente, seppe tener distinto dall’Etere.  A testimonianza del coraggio antiaccademico di Michael e della sua lungimirante intelligenza, visto che i fenomeni elettromagnetici, lo si sarebbe capito solo dopo l’esperimento di Michelson e Morley del 1887 (cioè quarant’anni dopo lo scritto di Faraday “Thoughts on ray vibrations” del 1846 …), non necessitano di alcun Etere per prodursi !

Capacità di guardare il mondo con occhi liberi da preconcetti e afflato autentico per la Natura come terzo elemento del triangolo romantico che ha nell’Uomo e nello Spirito (Dio, per Faraday, che era supercredente …) gli altri suoi due vertici : questi i segreti della ‘fantasia’ di Faraday e della sua scienza.   Per indagarli un po’ meglio proseguiamo sotto, per chi ne ha voglia, parlando di Samuel Taylor Coleridge, il veicolo, attraverso Sir Humphry Davy, delle idee romantiche che giunsero a Faraday e di William Turner, il pittore della luce, che può essere preso ad analogo, in pittura, della sensibilità visiva di Michael Faraday.  Fino al punto che James Hamilton, massimo esperto vivente del pittore inglese, ha sentito l’esigenza di scrivere, nel 2002, una biografia di Faraday !

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Debutto a Saronno per il nuovo bioplay scientifico ‘The Haber_Immerwahr File’ !!!

Ciao a tutti e a tutte :)

Barbara Bonora (Clara) e Gabriele Argazzi (Fritz) in una scena di 'The Haber_Immerwahr File' (2016)

Barbara Bonora (Clara) e Gabriele Argazzi (Fritz) in una scena di ‘The Haber_Immerwahr File’ al debutto al Liceo Legnani di Saronno VA – foto di Lucina Vanzulli

Pare dunque che il nuovo bioplayThe Haber Immerwahr File abbia debuttato !

 E’ accaduto pochi giorni fa - il 16 febbraio – a Saronno (VA) al Liceo Classico Legnani, che abbiamo scelto perchè ci insegna la nostra amica Lucina Vanzulli e affidarsi a qualcuno che sappia accoglierti e non ti giudica è importante quando si mostra un nuovo lavoro per la prima volta al pubblico.  Uno spettacolo e una drammaturgia (scritta integralmente da Barbara Bonora) in cui la scienza, anzichè essere raccontata (come spesso ci è accaduto negli ultimi anni) viene interpretata attraverso lo studio dei personaggi di Fritz Haber e Clara Immerwahr e usando il linguaggio della prosa teatrale.  Dunque assai delicato nei suoi equilibri e ben lontano dalle ibridazioni per noi usuali con la dimensione della conferenza frontale.

Il risultato pare sia piaciuto molto e l’impressione di un buon feeling con le ragazze e i ragazzi per questa nuova – ovviamente per noi – modalità di proporre sui palchi scolastici i temi della scienza è stata confermata nelle successive recite del 18 febbraio al Liceo Scientifico Vittorio Veneto di Milano (dove è stata Claudia Cammoranesi a organizzare l’evento), del 19 febbraio al Liceo Roiti di Ferrara (dove pure siamo di casa, grazie alla fiducia e alla promozione instancabile del duo Cristina Smai/Cristina Fornasari …), del 22 febbraio all’Einstein di Rimini (dove siamo tornati dopo un paio di anni con il dipartimento di Scienze guidato da Olimpia Neri) e del 24 febbraio al Carlo Alberto di Novara (appuntamento voluto da Fiammetta Fazio e da altre docenti di greco e latino alla faccia delle due culture di Snow …).

La turnée di ‘The Haber Immerwahr File’ – collocata nella più ampia turnée in atto già da novembre 2015 per i bioplay del ricco repertorio ‘Giganti Fragili‘ – continuerà fino alla fine di maggio 2016 toccando Dalmine (BG), Prato, Lucca, Pesaro, Senigallia, Ancona, Imola (BO), Bologna, Tirano (SO), Castelfranco Veneto (TV), Conegliano Veneto (VI), San Lazzaro di Savena (BO), nuovamente Milano, Gardone Val Trompia (BS), Ostiglia (MN), Cremona, Villafranca (VR) e Bergamo.

Vi lasciamo con una gallery con le immagini dei primi allestimenti (Saronno e Milano, ma anche Novara).

Buona vita a tutte e a tutti.

Le Signorine

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Prende il via dal ‘Fermi’ di Lucca la turnée 2015/2016 di Giganti Fragili nelle Scuole Superiori

Ciao a tutti voi;

il 23 e 24 novembre scorsi Le Signorine erano a Lucca per dare il via al lavoro con le Scuole per le rappresentazioni teatrali del repertorio di teatro e scienza GIGANTI FRAGILI.  Sono stati messi in scena la conferenza spettacolo “Dante e la Matematica di Bruno D’Amore” e il monologo “Barbara McClintock – Il gene non è una cosa”.  Ringraziamo la Dirigenza della Scuola per averci concesso di pubblicare le foto dell’evento e dei volti dei ragazzi (è un raro privilegio, questo, per noi …) che hanno assistito.  Le immagini sono del fotografo Roberto Pardini.  Grazie anche al Prof. Gherardo Fehr e ai Colleghi dei Dipartimenti di Matematica e Scienze della sezione di Liceo Scientifico del Fermi per l’organizzazione.

Buona gallery a tutti :)

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Il nuovo sfondo di terzadecade.it

Ciao a tutti voi.

Accade talvolta di voler rinfrescare il design del sito e di non trovare l’immagine adatta, poi ti viene in aiuto la vita di ogni giorno e scopri nel caldo agostano che a SuperQuark (!) quel determinista imbalsamato di Piero Angela è arrivato pure lui a parlare di epigenetica.

Quasi obbligatorio è scattato un momento di commozione andando con la mente a quel colosso di scienziata che fu Barbara McClintock, che parlava già di controllo e regolazione dei geni alla fine degli anni ’40 del secolo XX, quando nemmeno si conosceva la struttura del DNA.

Lo sfondo nuovo che volevamo ?  E’ tutto per lei.  Con un grazie da tutti i diversi.

Le Signorine

Cesare Maltoni: news, primo tour 2015 e pensierino in chiave EXPO’

Cari tutti e tutte,

mentre volge verso la conclusione  il tour che ci ha portati a presentare la figura di Cesare Maltoni nelle Scuole Superiori del nord Italia ecco che possiamo darvi finalmente su YouTube un brano di 15 minuti della narrazione scientifica “Come il gatto con gli stivali – Cesare maltoni, cancerologo”.   Aggiungiamo anche che è in preparazione un sito dedicato al Prof.; sito che dovrebbe debuttare entro il mese di maggio di quest’anno.

In tempi di EXPO ci piace poi offrirvi in streaming un’ intervista a Maltoni del 1992 dedicata al rapporto fra cancro e alimentazione.  L’audio non è eccezionale – la videocassetta VHS era a Villa Maltoni da più di 20 anni … – ma il messaggio sulla prevenzione oncologica è come sempre forte e chiaro.

Per finire ecco le date che abbiamo messo insieme (in grassetto gli appuntamenti che ancora mancano) per questa prima parte del 2015.   Ringraziamo la scommessa degli Insegnanti che hanno voluto far conoscere ai ragazzi questa figura esemplare di medico e studioso.  Così importante per il nostro Paese nei decenni tra il 1960 e il 2000 … e così dimenticata !

18 febbraio 2015 – Liceo Da Vinci di Casalecchio di Reno (BO);
20 febbraio 2015 – Istituto e Liceo ‘Gigli’ di Rovato (BS);
23 febbraio 2015 – Liceo ‘Cotta’ di Legnago (VR);
24 febbraio 2015 – Liceo ‘Marconi’ di Conegliano Veneto (TV);
25 febbraio 2015 – Liceo ‘Fracastoro’ di Verona;
26 febbraio 2015 – Liceo ‘Bassi-Burgatti’ di Cento (BO);
27 febbraio 2015 – Liceo ‘Antonelli’ di Novara;
3 Marzo 2015 – Liceo ‘Torricelli’ di Faenza (RA) – doppia recita nell’Istituto dove Maltoni si diplomò nel 1949 …
7 marzo 2015 – Liceo ‘XXV Aprile’ di Portogruaro (VE)
21 marzo 2015 – Liceo ‘Legnani’ di Saronno (VA);
24 marzo 2015 – Liceo ‘Darwin’ di Rivoli (TO) – Sede Liceo Scienze Umane di Sangano – doppia recita;
26 marzo 2015 – Liceo ‘Ulivi’ di Parma – doppia recita;
27 marzo 2015 – Liceo ‘Galilei’ di Ostiglia (MN) – doppia recita;
28 marzo 2015 – Liceo ‘Lioy’ di Vicenza;
5 maggio 2015 – Teatro ‘De Andre’ di Casalgrande (RE) – Recita serale per il locale l’Istituto ‘Gobetti’ con la collaborazione della Associazione ‘SIPOn – Scandiano Insieme Per l’Oncologia’
7 maggio 2015 – Istituto e Liceo “Alberghetti” di Imola (Bologna)

Le Signorine

The imitation game: un’occasione mancata. E “Nature” striglia gli sceneggiatori !

Carissimi e carissime,

come molti anche noi eravamo emozionati dall’idea di vedere il bravo Benedict Cumberbatch interpretare Alan Turing.

La versione cinematografica per il piccolo schermo (1996) del testo teatrale “Breaking the code” di Hugh Whitmore – col leggendario Derek Jacobi nel ruolo di Turing – aveva la pecca di avere come protagonista un attore alle soglie dei sessant’anni e perciò poco credibile dal punto di vista del realismo più stretto (quando mori Alan ne aveva 42 …).   La scelta di non alternare gli attori e di ricorrere a un trucco piuttosto pesante sul volto del grande attore, risultava un po’ penalizzante nelle parti in cui un Alan nemmeno trentenne affronta i misteri della macchina Enigma.

Con il più giovane Cumberbatch, gli sceneggiatori di “The imitation game” erano invece nelle condizioni ottimali per realizzare un ritratto del grande logico inglese non solo credibile, ma, con i mezzi di Hollywood, addirittura ‘definitivo’.

Eppure tutto è stato sacrificato alle esigenze di un war movie incentrato sul fronte interno, scegliendo una singola fase della ricchissima vicenda di Alan ed eliminando tutto il resto.  Anche a voler prescindere da qualche inesattezza storica (Turing lasciò Bletchley Park già nel 1942 e non restò affatto con gli altri criptoanalisti fino al 1945) e dagli errori logici (non si spendono 100.000 sterline, come sembra dal film,  per una macchina di cui non è chiaro cosa debba fare e  Alan non aspettò affatto l’ ‘ispirazione’; il calcolatore elettromeccanico che doveva sbaragliare Enigma fu da subito concepito per testare ipotesi sulle coppie ‘simbolo in chiaro’ e ‘simbolo criptato’ a partire da stereotipi della comunicazione militare -  le onnipresenti previsioni meteo … – che già si conoscevano) a essere davvero assenti sono gli incontri e i personaggi formidabili che popolarono la vita del matematico britannico.  Che avrebbero di molto accresciuto la potenza della storia e l’importanza futura di questa pellicola.

Anche una delle più antiche riviste scientifiche, Nature”, ha voluto entrare nel dibattito sul film (a onor del vero criticando pure “La teoria del tutto”) parlando di ‘scienza marginale’ e di scienziati trattati come ‘attrazioni da circo’.

A noi è sembrato che “The imitation game” sia fin troppo affollato di comprimari, come lo scialbo personaggio del campione di scacchi Hugh Alexander, e non una sola chance è stata data a John Von Neumann, Claude Shannon, Ludwig Wittgenstein, o alle figure – come Norbert Wiener – che ruotarono attorno al sogno dell’Intelligenza Artificiale cd. ‘forte’, avviatosi a metà degli anni ’40.   Non è sciocco pensare che personaggi simili avrebbero dato la possibilità di ruoli eccezionali per attori non-protagonisti di lusso, offrendoci duelli e duetti di ben altro peso rispetto alle dinamiche un po’ scontate in cui Turing viene coinvolto nella pellicola di Morten Tyldum.

Inoltre, quella che fu per vent’anni la vera ossessione di Alan – costruire una macchina pensante – non ha alcuno spazio in “The imitation game”.  L’esigenza un po’ convenzionale di tenere in piedi il suo menage con la ‘telegenica’ Joan si mangia anche gli ultimi mesi del racconto della vita di Turing.   Nemmeno sulla sua morte misteriosa, che ha visto fior di scrittori spendere fiumi di inchiostro, lo script si sbilancia: viene semplicemente annunciata con il primo di una deludente successione di cartelli sintetici.  Che fanno più documentario che cinema e la dicono lunga sul poco coraggio del regista e sulle lungaggini della scrittura drammatica.  Che si trova in chiare difficoltà con i tempi e con la chiusura.

L’unica cosa che aggiunge un po’ di ‘scientifica’ carne al fuoco alla seconda parte del film è l’accenno al problema di come trattare statisticamente la messe di informazioni fornite dalla decrittazione di Enigma, in modo da non destare sospetti nei comandi tedeschi.  Ignoriamo se Alan ebbe mai parte nella scelta degli obiettivi da sacrificare, ma la suggestione morale che vi è implicata è tra le poche che fanno pensare.

In sintesi, il ‘biopic’ del 1996 resta secondo noi molto superiore, anche se l’obiettivo di far conoscere Turing al grande pubblico è stato raggiunto e la campagna che Cumberbatch sta conducendo per la riabilitazione dei tanti omosessuali discriminati in quegli anni da leggi omofobe e assurde è un merito che resterà legato al ‘suo’ film.

Le Signorine