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Mademoiselle Calling

In un’intervista del 2014 a Gabriele Argazzi il senso dell’esperienza (2010 – 2015) del Coordinamento Gruppi LR 13 Bologna

Nel podcast contenuto in questo articolo, che a quattro anni esatti di distanza è ancora miracolosamente ospitato sul sito dell’emittente bolognese Radio Città Fujiko, è possibile riascoltare un’intervista rilasciata da chi scrive in margine alla conferenza stampa del 13 febbraio 2014 presso la Salara di Via Don Minzoni (sede del Circolo ‘Il Cassero’), a Bologna, durante la quale il Coordinamento Gruppi Legge 13 si presentò pubblicamente alla città.

Il Coordinamento è stato, per quasi cinque anni (esattamente dalla fine del 2010 alla metà del 2015), un organismo informale che aggregava, intorno a temi politico-sindacali, una trentina di realtà culturali della musica, del teatro e della danza con sede nel capoluogo emiliano e aventi rilievo regionale.

Tema dell’incontro di allora, testimonianza dell’attività di pressione sindacale condotto dal gruppo per cercare di arginare l’agonia progettuale in cui versava l’allora Provincia di Bologna (già grave prima del 2012 e resa irrreversibile dalla trasformazione delle province in enti di secondo livello, operato dal ‘Salva Italia’ di Mario Monti …), fu la questione dell’erosione dei fondi provinciali destinati allo spettacolo dal vivo, ma anche la denuncia pubblica (dopo una lettera aperta inviata a tutti gli Amministratori dell’area metropolitana di Bologna nel luglio del 2013, che generò risposte imbarazzate e piccate…) della situazione di grave crisi nei rapporti fra realtà culturali private di tipo professionale e Enti locali.  Soprattutto nei Comuni medio piccoli del bolognese, cronicamente privi di un’autonoma tradizione nel settore dell’offerta di cultura.

Un'immagine della conferenza stampa del Coordinamento Gruppi LR13 del 13 febbraio 2014 sui tagli alla cultura a Bologna
13 febbraio 2014 – Conferenza stampa del Coordinamento Gruppi LR13 Bologna alla Salara di Via Don Minzoni – Gabriele Argazzi (L’aquila Signorina, al centro) è insieme a Bruna Gambarelli (Compagnia Laminarie) e a Marco Tamarri, che collaborò con il Coordinamento per i rapporti istituzionali

Nella conferenza stampa venne sottolineato come, a fronte di strumenti legislativi avanzati che si occupavano del loro sostegno (ad esempio la Legge 13 della Regione ER), le realtà culturali professionali faticassero a portare avanti i loro progetti sul territorio, mancando ormai da molti anni una visione ‘laica’ della funzione dell’iniziativa pubblica culturale nell’ambito allargato del bolognese.

La perdita di funzionari pubblici competenti in ambito culturale (dei quali Marco Tamarri, che del Coordinamento fu il portavoce istituzionale per alcuni mesi, era ed è uno dei pochi superstiti), la tentazione dei politici di usare gli scarsi fondi per accontentare la piazza, l’urgenza di molti Amministratori di trasformare associazioni e gruppi culturali locali nella longa manus delle politiche pubbliche, il disconoscimento degli operatori professionali dello spettacolo e della musica come promotori di più elevate consapevolezze culturali rispetto ai ragazzi delle scuole, al tessuto sociale e al mondo del volontariato … tutte queste criticità vennero esposte nel corso di quell’incontro.

E’ vero che le modifiche apportate alla Legge Regionale 13 dell’Emilia Romagna nel 2016 (la Regione ha voluto un’ interfaccia diretta con le realtà teatrali e musicali di interesse regionale, sottaendo alle nuove Provincie e alla Città Metropolitana di Bologna ogni ruolo nella selezione dei soggetti partecipanti ai bandi che finanziano lo spettacolo dal vivo) hanno in seguito fatto venire meno la funzione del Coordinamento (portando al suo scioglimento, dopo un timido tentativo di sua trasformazione in una piattaforma progettuale i “Teatri del territorio”) ma è indiscutibile che le problematiche sollevate nel 2014 restano irrisolte.  Difficile che il progetto ministeriale delle ‘residenze’, che ha trasformato la logica del sostegno statale, possa del resto affrontarle, dato che la distribuzione delle Compagnie ‘ministeriali’ sul territorio nazionale è completamente illogica e frutto di una passata eredità mai messa in discussione.

Non appena si esca da Bologna – e l’eccezione per il capoluogo è parecchio generosa, come testimonia la vicenda di Bruna Gambarelli (che del Coordinamento Gruppi LR 13 fu fondatrice insieme a chi scrive), chiamata nel 2016 dal neo-rieletto sindaco Merola come Assessore alla Cultura e messa alla porta pochi giorni fa, dopo nemmeno 18 mesi di incarico – la mancanza di obiettivi reali e condivisi da tutti gli attori politici in campo culturale ha reso i singoli Comuni delle isole del “fai da te” culturale, dove prevale la politica delle mani libere e dove se un’impresa culturale chiede autonomia di proposta e qualche minima garanzia di investimento a lungo termine viene trattata come fosse appena giunta da Marte !  Perchè il rapporto può essere solo asimmetrico e gli artisti vanno bene solo quando li si può assumere ‘a gettone’ o se si può loro rubare qualche idea; chiedendo progetti e preventivi per partecipare alle famigerate ‘gare d’appalto’.  Il nuovo feticcio della corsa verso il ribasso progettuale ed economico nelle cose della cultura.

Dell’attività pubblica del Coordinamento Gruppi LR13 Bologna resta ben poco, ed è probabile che  gran parte degli artisti che allora aderì l’abbia persino dimenticata, ora che si è persa ogni traccia nelle politiche pubbliche di una riflessione sui guasti dell’incoerenza culturale sul territorio bolognese.  Da qualche anno Bologna è addirittura in pieno boom turistico Ryan Air Style, come sempre ammalata di caos e cocci di bottiglia.  Oltre che di una malaria progettuale a recidiva estiva priva di un termometro che misuri il rapporto costi/benefici.  E dell’area pomposamente detta ‘metropolitana’ è consolante registrare come continui il suo coma intorno al capoluogo, il suo giacere nei non luoghi delle periferie extraurbane a lunga gittata.  Attraversata dal tran tran delle migliaia di corpi pendolari sulle infinite corsie della viabilità.  Un territorio che tanti grigi avventurieri senza memoria fanno intendere ammiccanti di saper già come ‘rivitalizzare’ dall’oggi al domani tramite tavoli ‘distrettuali’ che da quindici anni producono solo stagioni teatrali fotocopia, esibizioni amatoriali spacciate per ‘eventi’ e patrocinii a feste della birra e sagre fantasiose nate già vecchie.

Buona lettura e buon ascolto a chi fosse ancora interessato.  In attesa che passi un altro anno e che l’articolo presente conosca una nuova revisione 🙂

Gabriele Argazzi /Le Signorine