LEV TERMEN – L’uomo amplificato (2007)

‘Lev Termen – L’uomo amplificato’ è un lavoro dedicato allo scienziato e ingegnere russo Lev Sergeyevich Termen (1896 – 1993), meglio conosciuto con il nome americanizzato di Lèon Theremin.Lev termen con strumento

Termen fu l’inventore di uno strumento musicale elettronico, il thereminvox (alla russa termenvox), che da lui stesso prese il nome e che si suona senza alcun contatto fisico, solo muovendo le mani in modo coordinato rispetto alle sue due antenne.

I principi fisici alla base del congegno di Termen sono semplici almeno quanto risulta geniale la loro applicazione.   Dati due circuiti oscillanti che producono due onde radio di frequenza limitrofa che interferiscono tra loro, si poteva disegnare un amplificatore che mettesse in rilievo uno dei due ulteriori segnali generati da quell’interferenza per via del fenomeno fisico del ‘battimento’.  Naturalmente scegliendo quello udibile per l’orecchio umano (tra i 20 e i 20.000 Hz).    Ottenuto tale suono ad audiofrequenza, Termen aggiunse a uno dei due circuiti oscillanti un ulteriore componente: un condensatore a capacità variabile formato da un’ antenna verticale e … dalla mano destra in movimento del musicista.  Modificando per quella via le caratteristiche di uno degli oscillatori, si era nelle condizioni di poter cambiare al volo la frequenza del suono base, modulandolo con un semplice gesto nell’aria !   Il thereminvox fu poi completato da una seconda antenna orizzontale.  Avvicinando ad essa la mano sinistra l’esecutore poteva agire sul circuito amplificatore e abbassare o alzare il volume dello strumento, realizzando così delle vere e proprie note musicali.   Fenomenale, no ?

Il risultato si può ascoltare nel raro filmato presente nella finestra qui sotto, che ci mostra lo stesso Termen (probabilmente negli anni ’60) alle prese con un breve pezzo musicale.

La ‘voce’ che udite, quel lamento ultraumano dal timbro così particolare, è il suono che Termen fu capace di donare al suo apparato, realizzato come prototipo nel 1920.  Il thereminvox fu prodotto per la prima volta in serie negli Stati Uniti dalla RCA alla fine degli anni ’20,  durante il periodo che Lev trascorse a New York e viene tuttora costruito da diverse aziende di strumenti musicali professionali.   Esistono infatti sia un repertorio classico per thereminvox (tra tutti Bohuslav Martinů, Percy Grainger, Joseph Schillinger, Jorge Antunes, Vladimir Komarov …), sia grandi interpreti dello strumento quali Lydia Kavina, Carolina Eyck, Pamelia Kurstin o il nostro italiano Vincenzo Vasi.

La lettura per attore solo scritta e recitata da Gabriele Argazzi si appoggia su una colonna sonora interamente basata sul thereminvox  e su spezzoni video che tratteggiano una sorta di storia dell’Unione Sovietica.   Una tentazione nella quale siamo caduti facilmente considerando che la vita quasi centanaria di Termen si è conclusa in contemporanea con il crollo dell’URSS.lev anni 70

L’UOMO AMPLIFICATO mette in scena l’incontro impossibile tra Lev Sergeyevich Termen e il pubblico in sala.  Ad esso l’ineffabile scienziato si rivolge come a una qualificata platea di melomani in attesa di piene confessioni sui tanti dove, come e perchè della sua misteriosa esistenza.

Lo spunto ci è stato dato dalla circostanza per la quale Termen, dato per morto dagli storici della musica, fu ‘ritrovato’ in Russia dalla stampa americana dopo il crollo del Muro e acclamato come il pioniere redivivo dell’elettronica musicale.   Quasi centenario, passò dalla stanzetta di venti metri quadrati in cui viveva poveramente a Mosca al red carpet planetario delle interviste con giornalisti e studiosi di ogni genere, che gli facevano domande su episodi accaduti decenni prima e che Lev, volendo essere comunque gentile e non essendo privo di un naturale narcisismo, finiva con l’inventare di sana pianta mescolando persone, luoghi e ricordi.

Parlando in prima persona, l’attore dà voce alla vicenda creativa e umana di Termen, spiegando come nacque l’idea dell’apparecchio che gli diede la fama, della sua pretesa di ridare la vita a Lenin, degli anni in cui in America fu insieme imprenditore e informatore al soldo della misteriosa Amtorg, del ritorno in URSS e della sparizione nell’arcipelago gulag.  Dal quale, come un novello Faust, staccò un biglietto di ritorno deliziando l’orecchio del KGB con le sue prodigiose radiospie.   Realizzate all’interno di impianti così anonimi da non trovare posto nemmeno nelle carte geografiche e da essere segnalati solo dalla presenza, magari in mezzo al nulla, di un’isolata cassetta della posta (e infatti queste fabbriche venivano chiamate in gergo ‘cassette postali’).

lev termen giovane bella immagineDiscostandoci un poco dal taglio di testi biografici come quelli di Bulat Galeyev o di Albert Glinsky, abbiamo cercato di recuperare il pensiero di Termen, con riferimenti all’umanesimo marxista di Aleksandr Bogdanov e alla teoria della complessità di Prigogine, cioè a due punti di vista a nostro giudizio particolarmente affini alle visioni futuristiche di Lev Sergeyevich sull’amplificazione dei sensi umani e sulla microstruttura del tempo.

Ringraziamo Irene e Giorgio Necordi (che i thereminvox li costruisce per passione) per la pazienza con cui ci hanno accolto nella loro casa di Rapallo.   Nel video dello spettacolo, che potete vedere qui sotto in un montaggio successivo al debutto di Bologna (febbraio 2007), la prima sequenza è stata girata proprio a Rapallo.

Non a San Pietroburgo 😉

Le Signorine