i Bioplay di Scienza de L’aquila Signorina …
… sono spettacoli strutturalmente semplici, di teatro da camera, di solito con uno o due attori dal vivo. A partire dal 2006 Le Signorine ne hanno scritti e messi in scena diciotto, di cui molti tuttora in repertorio:
- (2006) LISE MEITNER – Microfisica inquieta
- (2007) LEV TERMEN – L’uomo amplificato
- (2007) ALAN TURING – L’attributo dell’intelligenza
- (2008) BARBARA McCLINTOCK – Il gene non è una cosa
- (2009) PROBABILMENTE … DE FINETTI !
- (2011) ALFRED WEGENER – Fine tra i ghiacci
- (2013) LIGHT UP THE HOUSE – La scienza di Michael Faraday
- (2013) DANTE E LA MATEMATICA di Bruno D’Amore
- (2015) COME IL GATTO CON GLI STIVALI – Cesare Maltoni, cancerologo
- (2016) THE HABER_IMMERWAHR FILE – Scienza e nazionalismo nel dramma di Fritz Haber, Nobel dimenticato
- (2017) LA SFINGE – DIALOGO SU ENRICO FERMI
- (2018) CELLULE. TEMPO. IMMORTALITA’ – Quattro storie di colture
- (2019) CHI HA PAURA DI CECILIA PAYNE ?
- (2022) GLI OCCHIALI DI ROSALIND
- (2022) L’ALGEBRISTA MAGICO
- (2024) TRE LETTERE A Mr FARADAY
- (2026) GIUSEPPE LEVI COME IPERTESTO
- (2027) DÌ CIÒ CHE SAI, FA CIÒ CHE DEVI, SIA QUEL CHE DEVE – Sofja Kovalevskaja, onore delle donne
Il termine bioplay si deve al fatto che le nostre drammaturgie scientifiche (sempre originali, elaborate tenendo presente la letteratura storica e divulgativa reperibile in italiano e in inglese) scelgono in genere di ruotare attorno alle vicende umane dei protagonisti della scienza (o, come nel caso di Dante, ritrovando la matematica nella sua opera …). Ci sembrava che addentrarsi nelle loro biografie, mettere in evidenza i successi e le sconfitte, rintracciare il perché di certe preferenze teoriche, potesse contribuire a mettere in discussione il pregiudizio di quanti considerano gli uomini e le donne di scienza come figure tutto sommato intercambiabili.
L’idea di questo repertorio è nata …
… dopo la messa tra parentesi, nel 2004, della nostra esperienza di programmatori teatrali, quando Le Signorine hanno cercato di identificare uno spazio propositivo all’interno del convulso microcosmo del teatro italiano. L’affermarsi di rassegne dove il pensiero trovava una sua performatività, ci incoraggiò a ritrovare le radici culturali di un impegno, indirizzando il lavoro verso un’indagine duratura nei confronti di un ambito, quello del rapporto tra scienza e drammaturgia, che veniva esplorato solo in modo frammentario.
Ben presto ci siamo resi conto dei limiti costitutivi della divulgazione hands-on e della comunicazione professionale della scienza, così come la si incontra nei festival dedicati, nei programmi radio-televisivi e negli science center, mettendoci in testa di valorizzare in forma non strumentale o ancillare le qualità autorali specifiche della scrittura per il teatro. E quelle dell’attore che tale scrittura porta sulla scena. Nella speranza di poter fornire – certo – un contributo a una maggiore partecipazione alla cultura scientifica, ma da posizioni di autonomia critica.
Il progetto dei BIOPLAY di SCIENZA permette dunque di scoprire figure non sempre note al grande pubblico, portandole al centro di una scommessa testuale che cerca metafore che illuminino, prova a far intersecare scienza, filosofia e storia, tiene conto degli aspetti inediti, rivela contraddizioni e compromessi, ma non si esaurisce in un’operazione di diffusione culturale. L’idea è quella di costruire dei luoghi di epifania, in cui dai percorsi di persone animate dal desiderio di conoscere emergano il valore e insieme il rischio di intendere la vita come una ricerca. Provando a utilizzare un linguaggio che sappia essere il più possibile preciso; perchè la scienza, come la poesia, cerca l’esattezza ancora prima che la verità.
Nel percorso di ormai venti anni che ci ha portati a consolidare questa esperienza …
… in termini formali e di riconoscimento, la rappresentazione diretta nelle aule magne e negli auditorium degli istituti superiori (in particolare per gli studenti del triennio) ha guadagnato spazi via via maggiori, anche per la flessibilità e agilità tecnica degli allestimenti. Nell’anno scolastico 2025/2026 abbiamo toccato la quota di 225 Istituti e Licei raggiunti in totale tra in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Provincia di Trento, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Abruzzo e Campania. In alcune di queste Scuole ci rechiamo con continuità da molti anni.
I bioplay che fanno parte del repertorio uniscono alla recitazione una pluralità di altri media (musica, videoproiezioni, fiction), guidando gli studenti alla scoperta di importanti figure della fisica, della matematica e delle scienze naturali per mezzo di scritture che ne collegano le ricerche al contesto storico e personale.
La funzione che queste piéce possono avere è quella di generare curiosità e dibattito fra i ragazzi e i loro insegnanti, sottolineando l’attualità e il valore ideale di certe scoperte e indicando possibili territori di approfondimento interdisciplinare (letteratura, arte, filosofia e storia).
Centrale, in tutti i BIOPLAY di SCIENZA è l’indagine sul metodo scientifico, che mostriamo non come un cieco algoritmo, ma come un concetto dinamico, che vede intrecciarsi esperienza, creatività e intuizione, dando forma ad avventure intellettuali talvolta estreme o perfino segnate da grandi cadute sul piano etico, ma sempre segnate dalla volontà (a volte dalla hybris …) di affermare punti di vista unici e personali.
Le Signorine (Gabriele Argazzi e Barbara Bonora)


